Discografia | Recensioni

 

Back Home Alive

Il risultato è un’istantanea che conserva intatta l’energia, la passione e l’intensità dei concerti del bluesman genovese, con brani che attraversano in lungo ed in largo il suo repertorio, inframezzati da qualche rilettura d’eccezione …un disco dal vivo come se ne sentono pochi in Italia, suonato e registrato magistralmente, e disponibile, per altro anche in Lp, per gli audiofili ed amanti del vinile. 
(SALVATORE ESPOSITO - BLOGFOOLK)

…e invece ci sono fior di artisti italiani che navigano in questo mare tempestoso del “non solo blues”: penso a gente come Paolo Bonfanti, che in tempi recenti ci hanno regalato ottimi album tra blues, roots-rock, folk, country, rock vero e proprio, spesso con risultati nettamente superiori a quelli di moltissimi colleghi d’oltreoceano…
…Slow Blues For Bruno, dall’ultimo eccellente disco Exile On Backstreets non è dedicata al sottoscritto, ma è il classico lentone blues strumentale dove Paolo Bonfanti mette tutto quello che ha nella sua chitarra per dedicarci un assolo che rivaleggia con quelli dei grandi dello strumento e anche Bongianino non scherza con il suo accordion. E per concludere in bellezza, una ottima versione di Franklin’s Tower, in puro Grateful Dead style, per ricordare i 50 anni della band di Garcia & co. in bello stile: bella musica e bella serata, disponibile per tutti da gustare…
(BRUNO CONTI - DISCOCLUB-PASSIONE MUSICA - 07 09 2015)

…registrato in una serata unica al Municipale di Casale ci offre un Bonfanti in forma smagliante…la toccante ballad Hands Of A Gambler e l’incedere lento e imperioso di Takin’ A Break, con la chitarra a ricamare di fino intorno ad una linea di basso inesorabile, sono viva testimonianza della scrittura solida del Nostro e del suo ampio ventaglio espressivo…
(ALESSANDRO HELLMANN - ROCKERILLA 13 06 2016)

…“Back Home Alive è la fedele trasposizione dell’atmosfera che genera un concerto di Paolo Bonfanti. La ricetta è all’apparenza semplice. Ottimi brani originali, qualche cover scelta con criterio, la voce e soprattutto la superba chitarra di Paolo, tre fidi scudieri, Roberto Bongianino (fisarmonica, cori), Nicola Bruno (basso, cori) e Alessandro Pelle (batteria) che assecondano il band leader alla perfezione palesando un feeling che sicuramente trascende il puro lato musicale, sono elementi che contribuiscono a rendere imperdibile Back Home Alive. La qualità della registrazione è impeccabile e riesce a trasmettere l’emozione della serata. I dodici brani sono tutti di ottimo livello e, pur rimanendo di fondo il blues come principale comune denominatore, sono presenti e evidenti le contaminazioni con R&R, country/rock e roots rock, grazie anche all’apporto della fisarmonica di Roberto Bongianino. Nulla da eccepire sulla sezione ritmica. Nicola Bruno e Alessandro Pelle, sono con Paolo da molti anni e il loro motore pulsante è tanto preciso quanto fondamentale…”
(STEFANO TOGNONI - IL POPOLO DEL BLUES - 21 06 2015)

…Per quanto mi riguardi, Paolo Bonfanti è uno di quelli del quale ho totale stima artistica e umana – è un una persona che non bara in niente di quello che fa, è il tipico esempio di self-made artist cui bisogna riservare indiscusso rispetto. Se un chitarrista così, ma anche l’autore Bonfanti non scherza, fosse nato in USA o in UK ci sarebbero certamente peana celebratori meritatissimi da parte dei media più grandi e autorevoli…
oltre che con il plettro, Bonfanti ci sa fare non poco anche con le parole, quelle di una persona non sovrastrutturata – al giorno d’oggi si tratta di una preziosa rarità…
(“CICO” CASARTELLI - GAGARIN MAGAZINE, ORBITE CULTURALI - 26 06 2015)

 

Friend Of A Friend

"È l'America rurale e pedemontana a scorrere fluida nelle corde di Bonfanti (voce e chitarre assortite) e Coppo (voce e mandolini). Un duo di provata esperienza e collaudata efficacia. Per accorgersene non c'è bisogno di scorrere il loro curriculum, è sufficiente lasciarsi accostare dai brani autografi o da preziose cover di Monroe, Prine, Wilcox, Young. Tra bluegrass, folk, blues e dialetto di Genova, città che sull'America vanta più di un diritto".
(PIERCARLO POGGIO - BLOW UP)

"…Il risultato è un disco gustosissimo, nel quale si spazia dal trascinante country rock della title track che apre il disco, a pregevoli versioni di classici della canzone d’autore americana (…)"Friend Of A Friend” è un disco con i fiocchi, che non mancherà di deliziare quanti vi dedicheranno un ascolto"
(SALVATORE ESPOSITO - BLOGFOOLK)

 

Exile On Backstreets

"...semplicemente un bel disco, come si usa dire, caldamente consigliato!."
(BRUNO CONTI - BUSCADERO, Novembre 2013 - Disco Segnalato)

"...la strepitosa title track (...) dominatrice indiscussa dell'intero lavoro: senza esagerare, una delle più belle canzoni ascoltate in questo 2013."
(LUCIANO RE - MESCALINA (on line), 11 Novembre 2013)

"...anche questa volta Paolo fa centro con un lavoro agile, elettrico e intriso di ritmo..."
(ROBERTO CASELLI - JAM, Novembre 2013)

"...ogni nuovo disco del gentile e colto musicista genovese sposta un po' più in alto l'asticella della qualità..."
(GUIDO FESTINESE - IL MERCANTILE - Genova, 31 Ottobre 2013)

"...è uno di quei dischi che succedono solo una volta ogni tanto, capaci di andarti a ripescare dentro la passione e la rabbia e di toccarti nel profondo (...) per come la vedo io è uno dei dischi migliori del 2013. Non perdetevelo."
(MARCO ARTURI - GLOBALIST, Novembre 2013)

"...un buon disco, vario e interessante, che ha il suo fulcro nella maestosa title track, un R&B che ricorda lo stile di The Band con i fiati in ritmica, un tappeto di hammond, brandelli di testi dylaniani..."
(PAOLO BAIOTTI - ROOTSHIGHWAY (on line), 25 Novembre 2013)

"...L’album è godibilissimo, suonato e prodotto ad altissimo livello qualitativo con grande feeling e tanta anima."
(ANTONIO BACCIOCCHI - RADIOCOOP (on line), 4 Novembre 2013)

"...Exile On Backstreets (...) è eccellenza pura. Un suono grande così, ottimi brani, una chitarra che ha pochi confronti, oggi, nelle medesime note."
(GUIDO FESTINESE - IL MANIFESTO - 14 Dicembre 2013)

"...citare qualche brano nello specifico, sarebbe in questo caso inutile. Il Cd va ascoltato dall’inizio alla fine, più volte, per gustarne sempre di più le prerogative che lo rendono imperdibile."
(STEFANO TOGNONI - IL POPOLO DEL BLUES (on line) - 13 Dicembre 2013)

"...Paolo Bonfanti (...) da alcuni decenni ormai (...) non ha più nulla da dover dimostrare per convincere della propria grandezza..."
(MAURIZIO FAULISI - CHOP&ROLL - Dicembre 2013)

 

Takin' a break

"...adesso arriva questo "Takin' a Break" ed è festa grande per chi ama il songwriting arioso e puro, di gran classe...un'enciclopedia di popular music tra le dita. E nel cuore."
(GUIDO FESTINESE - IL MANIFESTO/ALIAS, 23 Luglio 2011)

"...in apertura si lasciava intuire in modo enfatico ma meritevole che "Takin' a Break" è certamente il disco più cospicuo della discografia di Paolo Bonfanti...una annotazione a parte per Isolation Row: Paolo si è superato scrivendo un pezzo che tanto piacerebbe (non solo per il titolo) a Dylan. Applausi!"
(GIANNI ZURETTI - MESCALINA, 13 Giugno 2011)

"...il rosso di copertina di Takin' a Break suggerisce passione e intensità, che trovano conferma nelle dieci tracce, in buona parte all'altezza delle qualità già espresse in trent'anni di carriera. Soprattutto si conferma l'impressione che Paolo Bonfanti sia uno dei musicisti italiani che con più intelligenza ha saputo superare le "barriere" già scritte del blues tout court, cercando ispirazione in una american music dai mille linguaggi, lasciando magari ai concerti il compito di amplificare la sua indiscutibile tecnica chitarristica e preoccupandosi invece di mantenere in studio una attenzione per i dettagli delle canzoni e persino per la profondità delle parole..."
(FABIO CERBONE - ROOTSHIGHWAY, 13 Giugno 2011)

"...musicista di levatura internazionale, Paolo Bonfanti si è formato alla lezione dei grandi maestri americani del rock e del blues, senza per questo rimanerne succube. In "Takin' a Break" il virtuoso delle 6 corde fa un passo indietro per lasciare più spazio al Bonfanti interprete e autore dei testi..."
(PAOLO BATTIFORA - IL SECOLO XIX, 17 Giugno 2011)

 

Canzoni di schiena

"...PB aveva spostato con decisione la sua produzione artistica... mischiando, sperimentando e come sempre, divertendosi parecchio. Ci riprova e ci riesce in pieno con "Canzoni di schiena", un disco di spessore tecnico notevole quanto leggero e coinvolgente all'ascolto..."
(MARIO GIOVANNINI - CHITARRE, maggio 2009)

"...Blues cantato in genovese da uno dei migliori talenti della chitarra nazionale...Bonfanti piace per il fraseggio agile, pulito, dalle intuizioni armoniche intelligenti che toccano vari aspetti dell' American Music..."
(ALDO PEDRON - JAM, maggio 2009)

"...C'è tutto un mondo dietro a questi neanche quaranta minuti del nuovo cd di Paolo Bonfanti nel lettore, che girano piacevolmente e volano via, come spunti geniali...nel suo approccio solista all'ottavo disco il "Bonfa" non gira affatto le spalle al pubblico e smentisce un titolo come "Canzoni di schiena", rivelando appieno la sua nobile maestria nel plasmare ad arte la tecnica col linguaggio popolare, mostrandoci in realtà la faccia divertita di una personalissima visione del blues e del roots rock americani, da un'angolatura contenutistica tutt'altro che "americana"."
(MATTEO FRATTI - ROOTSHIGHWAY, giugno 2009)

"Paolo Bonfanti è artista maturo, acquisita la padronanza del linguaggio Blues non si è adagiato ma è in continua ricerca di nuove strade, senza però rinnegare ed abbandonare il genere che lo ha fatto conoscere. "Canzoni di schiena" è la testimonianza di questa sua continua crescita..."
(STEFANO TOGNONI - L'ISOLA CHE NON C'ERA, Aprile 2009)

"...Canzoni di Schiena è qualcosa di più che un progetto a se stante, ma è una ulteriore dimostrazione dell’eclettismo musicale di Bonfanti e soprattutto è l’occasione per scoprirne tratti poco noti, come quello di cantautore in italiano, il tutto ovviamente condito dalla sua passione per il blues."
(SALVATORE ESPOSITO - IL POPOLO DEL BLUES, on-line, Aprile 2009)

 

The Chosen Few

"Absolutely Sweet Marie..proviene dal mitico "Blonde on Blonde"...è la cover più bella dell'album ed è la dimostrazione che a volte, quando si è molto bravi, si può aggiungere qualcosa all'originale e scusate se è poco..."
(GIANNI ZURETTI - BUSCADERO, aprile 2006)

"...ciò che sorprende è il dvd bonus che presenta dal vivo la Paolo Bonfanti Band in stato di grazia durante un festival blues in Francia..."
(SALVATORE ESPOSITO - JAM, aprile 2006)

"...in Italia, a parte Fabio Treves, bluesmen degni di questo nome ce ne sono pochi. Uno è Paolo Bonfanti che dal vivo è una forza della natura...The Chosen Few contiene Blues e Rock di alta qualità..."
(ALBERTO TONTI - SPECCHIO, inserto de LA STAMPA, maggio 2006)

"...l'occhio guarda più in là e sono proprio i vessilli del Blues e del Roots Rock, la canzone d'autore e la musica tradizionale americana a sventolare alti sui pennoni...è un susseguirsi di impressioni e suggestioni positive"
(CLAUDIO GIULIANI - FOLK BULLETIN, giugno 2006)

"...il disco mantiene comunque un eccellente impatto, una freschezza ed un coinvolgimento da esibizione live, con un tiro davvero spettacolare..."
(MARIO GIOVANNINI - CHITARRE, gennaio 2007)

 

Io non sono io

"...i brani rigirano in testa ed evidenziano una buona sintonia tra musica e parole..."Io non sono io" è un lavoro perfettamente riuscito, denso di immagini; di quelli che guadagnano punti con il tempo..."
(ROBERTO GIULI - BUSCADERO, settembre 2004)

"...Bonfanti se ne esce con un mini-cd che è una perla preziosa...roba tosta, non un tentativo; c'è solo da imparare..."
(GUIDO FESTINESE - ALIAS (inserto de IL MANIFESTO, settembre 2004)

 

Gamblers

"...Paolo Bonfanti è uno di quei musicisti che in un paese normale, di quelli orgogliosi dei propri figli, sarebbe un vanto nazionale..."
(FABRIZIO INGENITO - BUSCADERO, aprile 2003; disco segnalato)

"...una coppia d'assi sul tavolo da poker non farebbe la gioia di nessuno, ma nel caso di questo cd la coppia costituita da Manson e Bonfanti vince la mano e porta a casa il piatto..."
(GABRIELE GUERRA - BACKSTREETS on-line, aprile 2003)

"...è un ottimo album di rock-blues per due autori davvero ispirati, che suonano con grande energia e propongono composizioni di gran classe..."
(ALDO PEDRON - JAM, giugno 2003)

"...le canzoni scritte da Manson e dal nostro Paolo Bonfanti non mancano di sorprenderci, i suoni splendidi, americani fino all'osso, il tutto veramente ben suonato e prodotto..."
(DANIELE BAZZANI - CHITARRE, luglio 2003)

"...un album agile, ben suonato ed arrangiato, ricco dei canonici giri di Blues ma anche di un interessante e gradevole suono rock che non ti aspetteresti da due chitarristi che nel Blues hanno il loro humus primordiale..."
(ROSARIO PANTALEO - L'ISOLA CHE NON C'ERA, luglio 2003)