Discografia | Recensioni
Canzoni di schiena
"...PB aveva spostato con decisione la sua produzione artistica... mischiando, sperimentando e come sempre, divertendosi parecchio. Ci riprova e ci riesce in pieno con "Canzoni di schiena", un disco di spessore tecnico notevole quanto leggero e coinvolgente all'ascolto..."
(MARIO GIOVANNINI - CHITARRE, maggio 2009)
"...Blues cantato in genovese da uno dei migliori talenti della chitarra nazionale...Bonfanti piace per il fraseggio agile, pulito, dalle intuizioni armoniche intelligenti che toccano vari aspetti dell' American Music..."
(ALDO PEDRON - JAM, maggio 2009)
"...C'è tutto un mondo dietro a questi neanche quaranta minuti del nuovo cd di Paolo Bonfanti nel lettore, che girano piacevolmente e volano via, come spunti geniali...nel suo approccio solista all'ottavo disco il "Bonfa" non gira affatto le spalle al pubblico e smentisce un titolo come "Canzoni di schiena", rivelando appieno la sua nobile maestria nel plasmare ad arte la tecnica col linguaggio popolare, mostrandoci in realtà la faccia divertita di una personalissima visione del blues e del roots rock americani, da un'angolatura contenutistica tutt'altro che "americana"."
(MATTEO FRATTI - ROOTSHIGHWAY, giugno 2009)
"Paolo Bonfanti è artista maturo, acquisita la padronanza del linguaggio Blues non si è adagiato ma è in continua ricerca di nuove strade, senza però rinnegare ed abbandonare il genere che lo ha fatto conoscere. "Canzoni di schiena" è la testimonianza di questa sua continua crescita..."
(STEFANO TOGNONI - L'ISOLA CHE NON C'ERA, Aprile 2009)
"...Canzoni di Schiena è qualcosa di più che un progetto a se stante, ma è una ulteriore dimostrazione dell’eclettismo musicale di Bonfanti e soprattutto è l’occasione per scoprirne tratti poco noti, come quello di cantautore in italiano, il tutto ovviamente condito dalla sua passione per il blues."
(SALVATORE ESPOSITO - IL POPOLO DEL BLUES, on-line, Aprile 2009)
The Chosen Few
"Absolutely Sweet Marie..proviene dal mitico "Blonde on Blonde"...è la cover più bella dell'album ed è la dimostrazione che a volte, quando si è molto bravi, si può aggiungere qualcosa all'originale e scusate se è poco..."
(GIANNI ZURETTI - BUSCADERO, aprile 2006)
"...ciò che sorprende è il dvd bonus che presenta dal vivo la Paolo Bonfanti Band in stato di grazia durante un festival blues in Francia..."
(SALVATORE ESPOSITO - JAM, aprile 2006)
"...in Italia, a parte Fabio Treves, bluesmen degli di questo nome ce ne sono pochi. Uno è Paolo Bonfanti che dal vivo è una forza della natura...The Chosen Few contiens Blues e Rock di alta qualità ..."
(ALBERTO TONTI - SPECCHIO, inserto de LA STAMPA, maggio 2006)
"...l'occhio guarda più in là e sono proprio i vessilli del Blues e con il Roots Rock, la canzone d'autore e la musica tradizionale americana a sventolare alti sui pennoni...è un susseguirsi di impressioni e suggestioni positive"
(CLAUDIO GIULIANI - FOLK BULLETIN, giugno 2006)
"...il disco mantiene comunque un eccellente impatto, una freschezza ed un coinvolgimento da esibizione live, con un tiro davvero spettacolare..."
(MARIO GIOVANNINI - CHITARRE, gennaio 2007)
Io non sono io
"...i brani rigirano in testa ed evidenziano una buona sintonia tra musica e parole..."Io non sono io" è un lavoro perfettamente riuscito, denso di immagini; di quelli che guadagnano punti con il tempo..."
(ROBERTO GIULI - BUSCADERO, settembre 2004)
"...Bonfanti se ne esce con un mini-cd che è una perla preziosa...roba tosta, non un tentativo; c'è solo da imparare..."
(GUIDO FESTINESE - ALIAS (inserto de IL MANIFESTO, settembre 2004)
Gamblers
"...Paolo Bonfanti è uno di quei musicisti che in un paese normale, di quelli orgogliosi dei propri figli, sarebbe un vanto nazionale..."
(FABRIZIO INGENITO - BUSCADERO, aprile 2003; disco segnalato)
"...una coppia d'assi sul tavolo da poker non farebbe la gioia di nessuno, ma nel caso di questo cd la coppia costituita da Manson e Bonfanti vince la mano e porta a casa il piatto..."
(GABRIELE GUERRA - BACKSTREETS on-line, aprile 2003)
"...è un ottimo album di rock-blues per due autori davvero ispirati, che suonano con grande energia e propongono composizioni di gran classe..."
(ALDO PEDRON - JAM, giugno 2003)
"...le canzoni scritte da Manson e dal nostro Paolo Bonfanti non mancano di sorprenderci, i suoni splendidi, americani fino all'osso, il tutto veramente ben suonato e prodotto..."
(DANIELE BAZZANI - CHITARRE, luglio 2003)
"...un album agile, ben suonato ed arrangiato, ricco dei canonici giri di Blues ma anche di un interessante e gradevole suono rock che non ti aspetteresti da due chitarristi che nel Blues hanno il loro humus primordiale..."
(ROSARIO PANTALEO - L'ISOLA CHE NON C'ERA, luglio 2003)